Direttiva IED 2.0: le principali novità per la gestione ambientale degli impianti industriali
Dall’obbligo di adottare sistemi di gestione ambientale ai nuovi limiti di performance basati sulle BAT: ecco cosa cambia con la Direttiva UE 2024/1785
Con l’adozione della Direttiva (UE) 2024/1785, entrata in vigore il 4 agosto 2024, l’Unione Europea ha aggiornato in modo significativo il quadro delle emissioni industriali rafforzando il proprio impegno nel percorso verso un modello produttivo più sostenibile e coerente con gli obiettivi del Green Deal e della neutralità climatica.
La revisione della Direttiva 2010/75/UE (IED) mantiene centrale il controllo delle emissioni, ma amplia la prospettiva: la gestione ambientale degli impianti non riguarderà più solo il rispetto dei livelli emissivi, ma una valutazione più ampia delle prestazioni complessive, includendo l’uso delle risorse e l’efficienza dei processi.
Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione di sistemi di gestione ambientale strutturati, soggetti ad audit di verifica, all’interno dei quali dovranno essere definiti obiettivi ambientali chiari, indicatori di monitoraggio e azioni di miglioramento su efficienza energetica, ottimizzazione delle risorse, riutilizzo dell’acqua e riduzione delle sostanze pericolose. Cambia anche il concetto stesso di conformità: gli impianti dovranno raggiungere livelli di performance ambientale associati alle BAT (Best Available Techniques), destinati a entrare nelle autorizzazioni con carattere vincolante o come valori di riferimento. Coerentemente, le autorità competenti dovranno fissare limiti di emissione vicini al livello più rigoroso previsto dalle BAT, superando la logica del “minimo indispensabile” che ha caratterizzato l’approccio degli anni passati.
Anche il sistema delle deroghe diventa più stringente: potranno essere applicate solo in situazioni eccezionali di crisi, come pandemie o tensioni geopolitiche, e comunque nel rispetto della tutela ambientale e sanitaria. Si amplia inoltre il novero delle sostanze da monitorare in fase autorizzativa, con riferimento all’elenco esteso dell’Allegato II del Regolamento (CE) 166/2006, che consente di includere anche le sostanze emergenti.
Tra gli strumenti più strategici introdotti dalla direttiva figurano i piani di trasformazione, con cui le installazioni dovranno pianificare il proprio percorso verso la neutralità climatica entro il 2050, individuando gli interventi tecnologici e organizzativi necessari. La revisione estende inoltre l’ambito di applicazione della IED a nuove categorie di attività, tra cui allevamenti intensivi di suini e pollame, impianti per la produzione di batterie e alcune attività del settore minerario ed estrattivo, rafforzando anche il controllo ambientale sulle discariche. Sul fronte amministrativo, infine, si punta alla digitalizzazione delle procedure: gli Stati membri dovranno garantire autorizzazioni interamente digitali entro il 31 dicembre 2035.
Nel complesso, la Direttiva 2024/1785 segna il passaggio da un modello centrato sul controllo delle emissioni a uno basato sulla misurazione delle performance ambientali complessive.
Come SMA può accompagnarvi in questo percorso?
Affrontare la IED 2.0 significa saper leggere dati, tradurli in azioni concrete e dimostrarne la conformità nel tempo. È esattamente qui che SMA mette a disposizione le proprie competenze:
- Diagnosi e piani di monitoraggio: i nostri tecnici progettano sistemi di monitoraggio su misura per emissioni, acque, rifiuti e consumo di risorse, per generare i dati affidabili richiesti dai nuovi sistemi di gestione ambientale;
- Valutazione delle prestazioni BAT: grazie alla nostra esperienza impiantistica, analizziamo lo stato attuale degli impianti e individuiamo gli interventi tecnici necessari per allinearsi ai nuovi livelli di performance associati alle BAT.
- Supporto analitico di laboratorio: i nostri tecnici di laboratorio garantiscono analisi accurate anche sulle sostanze di nuova generazione incluse nel perimetro autorizzativo ampliato;
- Costruzione dei piani di trasformazione: affianchiamo le aziende nella definizione del percorso verso la neutralità climatica al 2050, individuando priorità, tempistiche e interventi tecnologici e organizzativi;
- Gestione documentale e digitalizzazione: supportiamo la transizione verso le procedure autorizzative digitali, predisponendo la documentazione tecnica necessaria in vista delle scadenze 2035.
Prepararsi per tempo permette di trasformare un obbligo normativo in un’opportunità di miglioramento reale. SMA lavora ogni giorno per rendere concreti i progetti di sostenibilità e monitoraggio ambientale dei propri clienti. Consulenti ambientali, esperti di impiantistica, tecnici di laboratorio: professionalità diverse unite da un solo obiettivo, proteggere l’aria, la terra e l’acqua che condividiamo.



